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Il trattamento con Baricitinib associato a significativo miglioramento dei sintomi precoci della artrite reumatoide

L’inibitore orale delle Janus chinasi, JAK1 e JAK2, Baricitinib, ha prodotto significativi miglioramenti nei segni e sintomi della artrite reumatoide.

Baricitinib è stato di recente valutato nei pazienti che hanno avuto una risposta inadeguata al Metotrexato ( MTX ) nel corso di uno studio di fase 2b di 24 settimane, in cieco.

Un totale di 301 pazienti con artrite reumatoide attiva in trattamento stabile con Metotrexato. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere in un rapporto 2:1:1:1:1 placebo o Baricitinib 1, 2, 4 o 8 mg al giorno per 12 settimane.
I pazienti sono stati poi riassegnati in modo casuale: quelli precedentemente assegnati a Baricitinib 2, 4 o 8 mg hanno continuato il trattamento in cieco per ulteriori 12 settimane. I pazienti che erano stati assegnati a placebo o a 1 mg di Baricitinib sono stati riassegnati a 2 o 4 mg due volte al giorno per 12 fino a 24 settimane e sono stati esclusi dall'analisi iniziale di 24 settimane.

Significativi miglioramenti nei segni e sintomi della artrite reumatoide sono stati osservati per 12 settimane nel gruppo trattamento attivo, rispetto al placebo.

Il trattamento con Baricitinib ha migliorato sia i punteggi ACR ( American College of Rheumatology ) sia quelli DAS28.

Alla settimana 12, una percentuale significativamente maggiore di pazienti trattati ha raggiunto ACR20, ACR50, ACR70, rispetto ai pazienti trattati con placebo.

I pazienti che avevano assunto Baricitinib avevano una maggiore percentuale di DAS28 ( proteina C-reattiva ) inferiore a 2.6 versus placebo ( 14% , 15% , 37% e 22% vs 4% ).

Queste risposte si sono mantenute o migliorate per ulteriori 12 settimane di trattamento in cieco con Baricitinib 2, 4, e 8 mg.

E’ stato anche osservato che i miglioramenti nei punteggi DAS28 sono risultati predittivi di miglioramento della malattia alla settimana 24.

Nel complesso, Baricitinib è apparso essere ben tollerato. Gli eventi avversi emergenti dal trattamento ( 44 vs 41% ), le infezioni ( 12 vs 14% ), e i gravi effetti indesiderati ( 2 vs 2% ) erano simili in tutti i gruppi di trattamento a 12 settimane.
Non ci sono state infezioni opportunistiche, e nessun decesso è avvenuto; sono state osservate diminuzioni dei livelli di emoglobina e piccoli aumenti della creatinina sierica. ( Xagena News )

Fonte: Annual Meeting of the British Society for Rheumatology, 2013