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Ruolo delle Janus chinasi nel trattamento dell’artrite reumatoide: efficacia di Baricitinib, unica molecola in somministrazione orale giornaliera, contro il dolore e la rigidità

Nuove evidenze dagli studi di fase III su Baricitinib ( Olumiant ), presentati nel corso del Congresso annuale della Società Italiana di Reumatologia ( SIR ) a Rimini, hanno confermano l’efficacia e la sicurezza della molecola, unica terapia orale giornaliera, nel trattamento dell’artrite reumatoide.

Baricitinib agisce direttamente sugli enzimi JAK1 e JAK2 modulando la sintesi di citochine JAK-dipendenti.
Le citochine JAK-dipendenti sono implicate nella patogenesi di diverse patologie infiammatorie e autoimmuni e ciò sembra suggerire che gli inibitori dei JAK possano essere utili nel trattamento di un’ampia gamma di condizioni infiammatorie.
In caso di alterata regolazione dell’attività di specifici enzimi JAK si può infatti sviluppare un processo infiammatorio e un’attivazione anomala del sistema immunitario.

Uno degli aspetti più invalidanti della artrite reumatoide è rappresentato dal dolore, che spesso è tra i principali fattori che impediscono anche le più semplici azioni quotidiane.

L'artrite reumatoide è una malattia autoimmune caratterizzata da infiammazione e progressivo danno articolare. Nel mondo sono oltre 23 milioni le persone che soffrono di artrite reumatoide.
In Italia la prevalenza è stimata in circa 0.5% della popolazione ( 400.000 individui ).
La patologia interessa prevalentemente le donne con un rapporto di 3 a 1 sugli uomini, con un picco di incidenza nella quinta decade di vita, benché siano disponibili evidenze di un esordio anche più precoce della malattia.

L'attuale trattamento dell'artrite reumatoide comprende l'uso di farmaci antinfiammatori non-steroidei ( FANS ), farmaci antireumatici modificanti la malattia ( DMARD ), come il Metotrexato, e farmaci biologici che hanno come obiettivo i mediatori coinvolti nella patogenesi dell'artrite reumatoide ( anti-TNF, anti-interleuchine ).

Le manifestazioni cliniche della malattia portano a disabilità nell’80% dei casi e la sopravvivenza è ridotta di alcuni anni. Diversi studi hanno dimostrato che la mortalità è più alta nei pazienti con artrite reumatoide quando questa viene confrontata con il tasso atteso nella popolazione generale.

La malattia risulta debilitante a tal punto che si registrano ricoveri dovuti alla patologia stessa e alle comorbidità ad essa correlate.
I costi indiretti dovuti alle prestazioni previdenziali erogate, alle perdite di produttività dovute alle assenze dal lavoro del paziente e dei familiari risultano pari a 4.183 euro ( il 31% del totale ) per un numero medio annuo di 65 giornate di assenza. ( Xagena News )

Fonte: Eli Lilly, 2016